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Florovivaismo, Mati (Confagricoltura) in audizione al Senato: “Meno burocrazia e sostegno vero per le aziende come accade nel resto d'Europa”
06.02.2019

Florovivaismo, Mati (Confagricoltura) in audizione al Senato: “Meno burocrazia e sostegno vero per le aziende come accade nel resto d'Europa”

“Servono strumenti più efficaci contro chi lavora al nero facendo concorrenza sleale alle nostre aziende”

Florovivaismo, Mati (Confagricoltura) in audizione al Senato: “Meno burocrazia e sostegno vero per le aziende come accade nel resto d'Europa”

Roma, 6 febbraio 2019 - “Meno burocrazia e più coraggio verde per favorire lo sviluppo del settore florovivaistico” questa è la ricetta che Francesco Mati, presidente del distretto florovavistico di Pistoia e presidente sezione prodotto florovivaistico di Confagricoltura ha presentato ai senatori nel corso dell'audizione in Commissione Agricoltura del Senato.

“Occorrono misure per diminuire la burocrazia – spiega Mati - e rendere le aziende maggiormente competitive. Perché noi ci confrontiamo con paesi come l’Olanda, il Belgio, la Germania che supportano attivamente il settore difendendone gli interessi e favorendone lo sviluppo”. Uno dei punti più sottovalutati eppure decisi è la corretta comunicazione. “E' necessario – aggiunge Luca Magazzini, consigliere di Confagricoltura Pistoia e neo presidente dell’Associazione Vivaisti Italiani - comunicare maggiormente la cultura del verde. Nei media è troppo presente la cultura alimentare e poco quella dei fiori e dei giardini. Informare i cittadini significa ad esempio combattere l’ignoranza sugli agrofarmaci e diserbanti, favorendo un uso corretto, ampliando l’uso di prodotti destinati solo al settore agroalimentare anche a quello florovivaistico e stimolando le industrie a orientarsi maggiormente su prodotti sostenibili”.

Ma c'è anche tutto il lato del pubblico come agente economico. “C'è da rivedere le norme che regolano le gare d’appalto per opere a verde – puntualizza Mati -, oggi spendiamo molto, abbiamo molti vincoli come l'obbligo di SOA e altre certificazioni, che restringono la possibilità di partecipazione per aziende di piccole e medie dimensioni. Ma poi nonostante questi enormi sforzi in media abbiamo risultati scarsi e insoddisfacenti”.

Da qui le proposte delle imprese del settore florovivaistico ai senatori. “Prima di tutto – dice Mati – c'è da aumentare la preparazione tecnica degli uffici preposti al verde pubblico ad esempio facendoli supportare dal progetto ministeriale Qualiviva che farebbe fare un salto di qualità anche burocratica quando si tratta di voci di capitolato e schede tecniche. Poi si dovrebbe creare un network per Uffici Tecnici dove sia possibile condividere esperienze positive e negative. E infine c'è da rivedere i preziari attualmente utilizzati, uniformandoli”. “Senza dimenticare – aggiunge Magazzini – la questione irrisolta dei General Contractor che andrebbero sostituiti con appalti diretti sul verde alle imprese professioniste del verde”.