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Export, Confagricoltura: effetti gravi dall'embargo russo
11/03/2019

Export, Confagricoltura: effetti gravi dall'embargo russo

Le conseguenze economiche dell’embargo della Russia sulle importazioni di prodotti agricoli e dell’industria alimentare sono molto pesanti per l’Italia. Dall’entrata in vigore del divieto di importazione di molti prodotti agricoli e dell’industria alimentare, il valore annuo delle esportazioni italiane (confronto 2018 su 2013) risulta ridotto di 153 milioni di euro (-22%), dopo aver raggiunto nel 2015 la punta di 324 milioni di euro”. Lo rileva il Centro studi di Confagricoltura nel Rapporto:” Conseguenze economiche dell’embargo della Russia sulle importazioni dall’Italia di prodotti agricoli e dell’industria alimentare”.

I settori produttivi più colpiti, per Confagricoltura sono la frutticoltura (-100%), il comparto delle carni (-99,9%) e quello degli ortaggi (-99,7%). Seguono il latte e derivati (-93%) e le preparazioni di cereali (-31,3%). Le regioni italiane più danneggiate solo nel 2018 rispetto il 2013, sono state l’Emilia Romagna (-67 milioni di euro), il Piemonte (-42 milioni di euro) e il Veneto (-40 milioni di euro).

“Tenendo conto – ha stimato il Centro Studi di Confagricoltura -  della crescita delle esportazioni italiane di prodotti agricoli e dell’industria alimentare verso la Russia nel periodo 2009-2013, e proiettandola nel periodo 2014-2018, si stima che il valore complessivo della perdita economica dell’Italia a causa dell’embargo russo sia stato 2.431 milioni di euro. Nel 2020 arriverebbe a 3.706 milioni di euro “.

Intanto gli agricoltori russi, incentivati dal loro governo a tendere all’autosufficienza alimentare, perseguono l’aumento produttivo in termini quantitativi e qualitativi. “Sollecitiamo l’Ue a riconsiderare le posizioni assunte – conclude Confagricoltura – poiché c’è il rischio che i nostri prodotti non trovino più spazio su questo importante mercato”.